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Scuola Primaria Ospedale

Scuola Primaria "La mongolfiera"

Località Ospedale "Manzoni"

Via dell'Eremo, 9
Responsabile di plesso: Foti Orietta

          

PIANO OFFERTA FORMATIVA

        

 

  IL PERCHE’ DELLA SCUOLA IN OSPEDALE

 

“Ogni individuo ha diritto all’istruzione che deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali … “

La scuola in ospedale è dunque l’esempio più efficace di come istituzioni diverse, quella scolastica e quella sanitaria, concorrano, unite nel fine, a garantire i due diritti costituzionali: quello alla salute e quello all’istruzione. A tal fine la scuola si pone obiettivi di significativa valenza pedagogica, finalizzati a contrastare l’interruzione, a causa della malattia,  dei percorsi educativi e didattici di ciascun allievo degente. La scuola spesso diventa un valore aggiunto al programma di cura.

Essendo quindi un servizio inserito all’interno dell’ospedale, la scuola tiene conto di questa situazione e pianifica di volta in volta i propri percorsi formativi, ispirati alla massima flessibilità e sempre rispondenti alle richieste dell’utenza, variegata per età e per tipologia di ricoveri.

Per le sue specifiche peculiarità, essa rivoluziona e mette in discussione la metodologia tradizionale e programma i propri interventi di insegnamento/apprendimento nel rispetto dei tempi e delle modalità legati anche alle pratiche più strettamente sanitarie. Infatti il bambino ospedalizzato vive condizioni e bisogni differenti rispetto al bambino sano e rispetto al bambino alunno che frequenta regolarmente la scuola. Il modo in cui il bambino percepisce se stesso in questo particolare e delicato momento e come vive la sua malattia, sicuramente influenzano le sue modalità di approccio con l’ambiente e di partecipazione alle proposte educative. Al fine dunque di garantire al bambino la possibilità di impegnarsi nella costruzione di percorsi formativi di crescita individuale oltre che di riallacciare i fili con la vita normale, interrotta spesso anche in modo traumatico, le insegnanti propongono attività educativo- didattiche e più strettamente scolastiche. Pertanto esse rivestono un ruolo estremamente complesso e delicato, in quanto stabiliscono relazioni positive prendendosi cura del bambino e talvolta delle famiglie, per poi coinvolgerlo in una organizzazione didattica, spesso anche individualizzata, e comunque pensata per lui, con lo scopo di favorire quel benessere psicofisico di cui ogni bambino e ragazzo ha bisogno.

Un insegnante ospedaliero si pone dunque tra il sistema sanitario e il sistema educativo e si trova inevitabilmente a dover fare i conti con una serie di situazioni derivanti appunto dalla malattia e dalle terapie che alterano di conseguenza lo stato emotivo e cognitivo degli alunni.

Tali problematiche che non possono essere ignorate, debbono essere prese in considerazione e da lì impostare tutto il lavoro, che segue di conseguenza una didattica differenziata rispetto a un contesto di scuola tradizionale.

 

 

 

 

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA

 

La programmazione educativo-didattica si articola su obiettivi educativi e pedagogici generali che si basano non solo sul supporto finalizzato al recupero scolastico, ma più in generale, al raggiungimento di una normalità sul piano psicologico. Tenendo conto delle variabili presenti nel contesto ospedaliero (dimissioni e ricoveri giornalieri, tipologie particolari di patologie, eterogeneità delle fasce di età e degli ordini di scuola presi in carico dalle insegnanti, presenza di bambini extracomunitari e in alcuni casi non italofoni, disabilità fisiche, malattie oncologiche, metaboliche e psichiatriche o  con disturbi dell’alimentazione …), le attività della scuola ospedaliera si programmano stabilendo obiettivi a breve e a medio termine e si ripianificano di giorno in giorno, affinando dei progetti formativi personalizzati. L’impostazione quindi della programmazione didattica tenderà a fare assumere ai degenti, in generale, un atteggiamento di ricerca, facendoli diventare protagonisti della propria esperienza attraverso l’esplorazione, la sperimentazione, l’immaginazione  e la creatività.

 

 

ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’ DIDATTICHE

 

Sia nelle brevi che nelle medio degenze le insegnanti attivano percorsi di recupero scolastico. Nelle brevi degenze si stabiliscono contatti, per il recupero delle attività scolastiche dell’alunno ricoverato, attraverso la famiglia. Nelle medie degenze generalmente le insegnanti contattano la scuola di appartenenza e, qualora lo ritengano necessario e là dove possibile, organizzano momenti di raccordo e di confronto con gli insegnanti dell’alunno degente, al fine di seguire linee didattiche comuni. Infine  al momento della dimissione, le insegnanti rilasciano una certificazione del percorso didattico svolto, stabilendo dei criteri di valutazione condivisi con le colleghe della scuola di provenienza. Inoltre le insegnanti si apprestano a organizzare attorno al bambino e ragazzo ospedalizzato diversi laboratori di creatività e di manualità attraverso i quali i degenti possano esprimere tutto il loro estro e originalità nella realizzazione di lavori e di oggetti di vario tipo. Infatti tale produzione fatta a più mani, ha lo scopo di creare non solo una fusione di collaborazione tra i bambini e i ragazzi delle diverse fasce d’età ma, di mettere a punto delle idee originali e di poter sviluppare uno spirito di solidarietà. L’avviamento di laboratori vari rientra nella programmazione educativa allo scopo di  impegnare gli alunni in  un’attività di rilassatezza e alleggerimento dello stato emotivo. Queste attività manuali e creative dunque pensate, progettate e attuate dopo il momento scolastico, permettono ai bambini e ai ragazzi  di concentrarsi su altro socializzando, di fare nuove amicizie e di trovare in se stessi un senso di responsabilità.  Nella normale conduzione dell’organizzazione didattica e dei tempi di intervento, le insegnanti si avvicendano anche nel sostenere quei bambini che, per disposizioni cliniche specifiche, non possono raggiungere l’aula e che necessitano di essere seguiti individualmente. A questo va aggiunto che l’insegnante ospedaliera accoglie in toto il bambino e le figure parentali che lo accompagnano durante il periodo del ricovero e con la sua preziosa professionalità,  fornisce loro il sostegno, sicurezza e una figura amicale di riferimento. Il bisogno fondamentale del bambino malato, dei genitori e di tutti i familiari che gli ruotano attorno, è prima di tutto un fabbisogno di relazione e di sostegno sociale che l’insegnante nello specifico garantisce e promuove. La condizione di ospedalizzazione dei degenti in età scolare presenti in reparto, mediamente  è di breve- media degenza. La scuola ospedaliera accoglie inoltre alunni di tutti i gradi di istruzione, offrendo quindi, un adeguato e competente supporto scolastico e formativo.

Considerato che la scuola è inserita in un contesto ospedaliero, questa è normata da un protocollo d’intesa per lo svolgimento dell’attività didattica rivolta ai minori ricoverati nella struttura. Il suddetto protocollo viene poi rinnovato ogni due anni.

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